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la chirurgia plastica estetica

Chirurgia e medicina estetica per il viso – chirurgo plastico dott Fabio Quercioli

Lipofilling del volto

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Lipofilling del viso

Il lipofilling è una tecnica chirurgica basata sul reimpianto di  cellule adipose e staminali prelevate da alcune zone del corpo. Con il trascorrere del tempo, la pelle del viso subisce una perdita di elasticità, dovuta alla riduzione della produzione di collagene e di tessuto adiposo. La forza di gravità e i movimenti muscolari portano, di conseguenza, alla formazione di rughe, pieghe cutanee, segni profondi e cedimenti del contorno del viso, che assume un aspetto sciupato ed invecchiato.
Il  lipofilling (da solo o abbinato al lifting),  rappresenta una valida soluzione per restituire al volto giovinezza e freschezza, in quanto consente di ripristinare il volume e ridefinire il contorno degli zigomi, dei solchi naso labiali, della mandibola, del mento e delle labbra.

Il reimpianto di grasso autologo trova indicazione anche nella correzione di danni estetici dovuti ad altre cause, come  traumi o  interventi chirurgici, di inestetismi cutanei dovuti all’acne, dell’ atrofia emifacciale e di alcuni difetti estetici congeniti, come la forma concava della zona temporale.

Dal momento che questa tecnica prevede il solo utilizzo di cellule adipose autologhe, parte del grasso innestato può essere riassorbito fisiologicamente dal corpo, rendendo necessari uno o più piccoli interventi di ritocco, a distanza di alcuni mesi, da eseguire in anestesia locale.

I vantaggi sono indubbi: trattandosi di cellule prelevate dal paziente stesso, non c’è alcun rischio di reazioni allergiche o di intolleranza, inoltre la tecnica è minimamente invasiva: dopo l’intervento si  torna alle normali attività quotidiane nel giro di sette-dieci giorni.

 

Il lipofilling: in cosa consiste e a cosa serve?

Il lipofilling è una tecnica chirurgica di innesto di tessuto adiposo. Il tessuto, tramite apposite ago- cannule,  viene prelevato da zone del corpo del paziente dove è presente in quantità sufficiente, e immediatamente reinfiltrato nei punti in cui è necessario, per la correzione di vari problemi estetici.

Il grasso trasferito attecchisce nella nuova sede grazie al nutrimento fornito dai tessuti circostanti, e forma solo in seguito le proprie connessioni vascolari. Ciò implica che si possano effettuare solo piccoli trasferimenti: innesti di grasso troppo consistenti andrebbero incontro a necrosi e riassorbimento, perché non tutte le cellule impiantate avrebbero possibilità di essere a diretto contatto con tessuti vascolarizzati.

Oggi il lipofilling, avvalendosi della tecnica sviluppata dal Dottor Coleman, detta “lipostruttura”, supera in parte questo limite. La tecnica di Coleman prevede infatti che il grasso sia raccolto con siringhe molto piccole ed a bassa pressione (in modo da preservare più possibile l’integrità delle cellule), e che, prima del reimpianto, le cellule adipose vitali siano isolate mediante un processo di centrifugazione, per poi essere infiltrate in piccoli canali, per permettere ad ogni innesto di venire a contatto con tessuti vascolarizzati.

Questi sottili canali, disposti in vari strati, hanno migliori potenzialità di attecchire, e formare in seguito connessioni vascolari proprie, garantendo così il buon esito e la durata dell’impianto.

Il grasso corporeo viene utilizzato come alternativa naturale all’uso di filler nel ringiovanimento del volto, in quanto permette notevoli miglioramenti estetici, restituendo spessore, elasticità e morbidezza alla pelle, ma trova applicazione anche altri campi:

  • aumento di volume del gluteo e del polpaccio
  • aumento del volume delle labbra
  • ringiovanimento delle mani
  • correzione cicatrici acneiche
  • correzione di esiti di interventi chirurgici e di traumi facciali
  • correzione delle occhiaie
  • trattamento di inestetismi congeniti del volto
  • trattamento chirurgico degli esiti di chirurgia oncologica del seno (in alternativa alle altre tecniche ricostruttive)
  • terapia rigenerativa per cicatrici, ulcere croniche e danni da radioterapia

Le cellule staminali cosiddette “multipotenti”, presenti in grande quantità all’interno del grasso, sono in grado, infatti, di espletare effetti terapeutici e di rigenerare i tessuti.

 

La procedura di lipofilling

La durata complessiva della procedura può variare da mezz’ora a due ore, a seconda della sua entità. Il primo passo nella procedura di lipofilling è l’anestesia; solitamente questo intervento viene svolto in anestesia loco regionale con sedazione, in modo che il paziente sia sveglio, ma completamente rilassato ed insensibile al dolore.

Il sito dove il chirurgo plastico ha stabilito di effettuare il prelievo (di solito la zona periombelicale, l’ area trocanterica o la coscia) viene anestetizzato tramite infiltrazione di farmaci specifici. Per mezzo di una cannula, collegata ad una siringa, il chirurgo esegue il prelievo delle cellule adipose, aspirando delicatamente per non pregiudicare l’integrità e la vitalità delle cellule di grasso raccolte, che, se danneggiate, avrebbero difficoltà a sopravvivere nel sito di impianto. Completata questa fase, il materiale aspirato viene trasferito sterilmente in una centrifuga, dove vengono drenate ed eliminate le sostanze indesiderabili, per isolare le cellule di grasso da utilizzare per l’innesto. Il chirurgo plastico procede quindi all’innesto del grasso, tramite una sottile cannula, guidandola dallo strato profondo allo strato superficiale.

Per  garantire un esito ottimale dell’intervento, gli innesti devono essere di piccole dimensioni, distribuiti in tanti sottili canali, posti a diversi livelli, in modo che tutte le cellule siano in contatto col tessuto vascolarizzato circostante. Quantità maggiori di grasso non avrebbero la possibilità di restare interamente in contatto con i tessuti vascolarizzati, e non potrebbero sopravvivere. Per questa ragione, a seconda delle necessità, si possono programmare interventi di ritocco del lipofilling, ad intervalli di tre-sei mesi.

 

Come sarà il post-intervento?

Dopo l’intervento il paziente può fare ritorno a casa, e, osservato un periodo di riposo di 48 ore, può gradualmente riprendere le attività quotidiane.

Nell’immediato post-operatorio è normale percepire un senso di gonfiore e stanchezza, così come un certo arrossamento o ecchimosi della cute nella zona riempita. Le cicatrici del lipofilling, dopo la guarigione, sono solitamente invisibili.

 

Quali rischi e complicanze?

Il successo del lipofilling dipende dall’abilità del chirurgo nel portare avanti ogni fase della procedura in maniera il meno possibile traumatica per le cellule. È importante, inoltre, la scelta degli strumenti chirurgici, cannule ed aghi, che devono possedere caratteristiche specifiche di forma e dimensioni.
Dal momento che questa tecnica prevede l’utilizzo di cellule adipose autologhe, non si possono sviluppare intolleranze o reazioni allergiche. Inoltre, essendo poco invasiva, prevede una convalescenza di pochi giorni. È opportuno però che il paziente sia al corrente che potrebbero essere necessari dei piccoli ulteriori interventi, a distanza di 3-6 mesi da quello iniziale. È importante anche sapere che, come qualsiasi intervento chirurgico, il lipofilling può comportare, seppur molto raramente, alcuni rischi e complicazioni, come ematomi, ecchimosi, edema persistente, sieroma, infezioni, gonfiore prolungato, riassorbimento del grasso iniettato.

 

Per maggiori informazioni visita il sito www.lachirurgiaplasticaestetica.it